Pneumatici invernali: come sta evolvendo il mercato

Dalle pagine del nostro sito abbiamo descritto numerosi modelli di catene da neve, sottolineando le peculiarità e l’utilità di questi sistemi quando si affrontano strade con condizioni meteo critiche. Come sappiamo, però, anche il mercato degli pneumatici è in continuo fermento, e soprattutto nel segmento delle invernali propone miglioramenti e novità sempre più interessanti.

Pneumatici invernali

Non solo catene da neve per la sicurezza

Il quadro della situazione ci arriva dalle pagine del sito web Euroimport Pneumatici, uno dei protagonisti dell’ecommerce di gomme in Italia, che raccoglie oltre 30 mila modelli di coperture di ogni tipo, comprese ovviamente quelle adatte a rispondere alle indicazioni del Codice della Strada nel periodo da metà novembre a metà aprile, ovvero gli pneumatici invernali M+S, distinti anche per dimensione, come ad esempio visibile nella sezione 195 60 r15 per questa specifica misura.

Oltre 10 milioni di gomme invernali all’anno

Secondo le ultime statistiche in merito, circa un terzo del totale degli pneumatici nuovi commercializzati ogni stagione appartengono proprio alla tipologia degli invernali, con un mercato nazionale che è passato da 1 milione di prodotti specifici venduto circa 15 anni fa agli attuali 10 milioni, per giunta in crescita. Le ragioni dietro questo trend sono molteplici, e di sicuro hanno avuto un ruolo anche le campagne di informazione da parte delle aziende operanti nel settore, che hanno svolto la loro parte nel mettere in evidenza i vantaggi di montare tali gomme.

Prestazioni in miglioramento

Allo stesso tempo, negli anni sono aumentate le ordinanze relative agli obblighi di circolazione nei tratti montani durante il periodo invernale: se la maggior parte degli automobilisti si mette al sicuro (almeno dai controlli) tenendo le catene da neve a bordo, aumenta anche la quota di chi viaggia con gomme specifiche, rassicurati appunto dai progressi tecnologici che si “traducono”, per così dire, in tenuta di strada maggiore, spazi di frenata più corti, minore rischio di aquaplaning e così via. Ovvero, in una sola espressione, maggior sicurezza.

I test di Assogomma

A quantificare le performance dei diversi tipi di pneumatici è stata di recente una delle associazioni di riferimento del panorama italiano, ovvero Assogomma, che ha organizzato dei test specifici al Sestriere su fondo ghiacciato, mirati a scoprire le performance reali delle gomme invernali e il confronto diretto con le coperture estive. Per eseguire la prova sono state scelte alcune vetture (per la precisione, Alfa Romeo Mito, Alfa Giulietta e Alfa Stelvio, Maserati Ghibli e Volvo V90 Cross Country), equipaggiate con pneumatici invernali di ultima generazione di Continental, GoodYear, Michelin e Bridgestone; le auto sono state impegnate di alcuni test drive, con prove di accelerazione, frenata (anche in discesa), anello circolare, handling su strada montana con saliscendi.

Pneumatici invernali, bene ma non benissimo

In sintesi, questa analisi ha portato a risultati interessanti: in generale, le ruote su ghiaccio e neve riscontrano sempre problemi, hanno scarso grip e spesso girano a vuoto. Una realtà fortemente penalizzante con le gomme estive e che diventa meno pericolosa montando quelle invernali, che garantiscono una presa ottimale che consente sia di partire che di gestire le situazioni critiche, soprattutto in curve e frenate, mantenendo il controllo della vettura e limitando i tempi di arresto. Tuttavia, sul ghiaccio anche queste prove confermano che anche i prodotti specifici faticano, e servono dunque le catene da neve.